Consigli last minute e buoni propositi

Siete in partenza per le vacanze? Non siete in partenza per le vacanze? Ecco una manciata di suggerimenti per le prossime settimane.

Quasi in vacanza (ma anche no) e non sapete in quali storie perdervi nei giorni che vi aspettano? Ecco qualche idea. Ora non avete più scuse.

Da quando ho incontrato Jessica, di Andrew Norriss
Editrice il Castoro, 188 pagine, 14,90 euro
Traduzione di Claudia Valentini

Francis non è un tipo molto popolare. O se preferite: Francis non ha amici. In compenso è lo zimbello della scuola, per via della sua passione per la moda e degli abiti che realizza nel sottotetto di casa. Quando incontra Jessica la sua vita cambia radicalmente, da un giorno all’altro: intanto perché Jessica è un fantasma, e a quanto pare solo lui riesce a vederla. Poi perché la ragazza non ricorda nulla della sua morte né sa perché ogni sera sente il bisogno irrefrenabile di tornare nella stanza d’ospedale dove ha chiuso gli occhi per l’ultima volta…
Un romanzo sostenuto da Amnesty International Italia che riesce a essere al contempo avvincente e profondo, e a mantenere un tono lieve nonostante il tema serissimo (età di lettura: da 11 anni).

Le prime parole: “Francis aveva bisogno di stare solo. Aveva bisogno di stare solo per poter pensare, ecco perché, malgrado il tempo brutto, si era trascinato zaino e pranzo fino a una panchina sul lato più distante del campetto”.


Il viaggio di Caden, di Neal Shusterman
Hotspot, 304 pagine, 16,50 euro
Traduzione di Mara Pace

Vincitore del National Book Award nel 2015 (e di una manciata di altri premi di tutto rispetto), la storia toccante e intensa di Caden Bosch, 15 anni, trascina il lettore nell’abisso della mente umana, alternando la vita “reale” di un adolescente che giorno dopo giorno perde sempre più il contatto con la realtà, a un viaggio allucinato verso la Fossa delle Marianne a bordo di un galeone popolato da personaggi uno più bizzarro dell’altro.
Shusterman è bravissimo a tenere in equilibrio il piano della realtà e il mondo fittizio in cui Caden si rifugia, svelando a poco a poco una verità carica di dolore.
Un libro forte e coraggioso, ispirato a una storia vera: “Il viaggio di Caden non è in alcun modo un’opera di fantasia” conferma l’autore in una nota. “I luoghi visitati da Caden sono fin troppo reali. Una famiglia su tre negli Stati Uniti è colpita dallo spettro della malattia mentale. Lo so, perché la nostra famiglia è tra queste”.

Le prime parole: “Hai due certezze: primo, sei stato laggiù. Secondo: non puoi esserci stato. Tenere insieme queste due verità inconciliabili richiede una certa abilità nella giocoleria. Per mantenere un ritmo fluido, però, serve una terza pallina. Cioè il tempo”.


Ti darò il sole
,
di Jandy Nelson
Rizzoli, 500 pagine, 17,50 euro
Traduzione di Lia Celi

Jude e Noah sono gemelli, ma non potrebbero essere più diversi: lei è solare e sfrontata, a tratti ribelle, lui taciturno e solitario. Entrambi hanno una passione viscerale per l’arte e, in apertura di libro, sono in procinto di sostenere il test d’ammissione alla prestigiosa California School of Arts. Ma le cose non andranno come previsto. In questo libro c’è tutto: la scoperta di sé e del mondo, il passaggio all’età adulta, l’amore e la sessualità, il conflitto e i pregiudizi, il tradimento e la redenzione, e anche qualche fantasma. Narrato a due voci e su piani temporali alternati, incanta per la storia e per una scrittura fuori dal comune (età di lettura: dai 15 anni).

Le prime parole: “Tutto inizia così. Con Zephyr e Fry – i due sociopatici del vicinato attualmente in carica – che mi inseguono nel bosco e il suolo che sussulta sotto i miei piedi mentre corro a perdifiato nel vento, fra gli alberi, in una nube incandescente di panico.
«Te lo facciamo noi l’esame, frocetto» urla Fry.”


L’apparenza delle cose
, di Elizabeth Brundage
Bollati Boringhieri, 500 pagine, 18,50 euro
Traduzione Costanza Prinetti Castelletti

Lo confesso, è stata proprio l’apparenza ad attirare la mia attenzione: copertina, titolo e, last but not least, uno strillo ben confezionato di Stephen King: “Fantasmi, omicidi, un terrificante psicotico all’apparenza normale e una scrittura straordinaria. Mi è piaciuto moltissimo”. Ma, al di là delle apparenze e della facile definizione che qualcuno gli ha appiccicato addosso (“thriller letterario”: se ne potrebbe discutere a lungo), il romanzo di Elizabeth Brundage ti lascia senza fiato per le mille inquietudini che serpeggiano tra le righe, e per quelle che ti lascia addosso dopo aver terminato la lettura. C’è una giovane donna uccisa con un colpo d’ascia in testa. C’è suo marito, che ovviamente diventa il primo indiziato e che lentamente, come lo stillicidio di una tortura antica, lascerà affiorare gli oscuri segreti che nasconde. C’è la casa di campagna in cui la coppia si è trasferita da poco (siamo in un paesino dello Stato di New York e lui ha accettato un posto come insegnante di Storia dell’arte in un college locale) che anni prima è stata testimone di altre macabre morti. C’è l’amore vero, c’è l’amore fasullo e c’è l’amore che si sgretola. Ci sono segreti nascosti dietro le pareti delle case. E ci sono i fantasmi, quelli sì, più di quanti uno si immagini all’inizio (provate a trovarli tutti).
C’è, infine, una scrittura bellissima nella sua essenzialità, scarna e affilata come la lama di un coltello che ti spacca il cuore.

Le prime parole: “Ecco la vecchia stalla per la mungitura, l’entrata buia che dice Vieni a cercarmi. Ecco la banderuola, la catasta di legna. Ecco la casa, echeggiante di storie. E’ presto, il falco vola lento nel cielo sgombro. Una sottile piuma blu volteggia nel vuoto. L’aria è fredda, limpida. La casa è silenziosa, come la cucina, il divano di velluto blu, la piccola tazza da tè bianca”.


Anna sta mentendo, di Federico Baccomo
Giunti, 288 pagine, 17 euro

L’idea è semplice, ma così possibile, e forse per questo tanto intrigante: cosa fareste se, di punto in bianco, senza preavviso, la vostra app di messaggistica preferita si aggiornasse svelandovi, da quel momento in poi, chi vi sta dicendo la verità e chi invece no? Di quali persone potete davvero fidarvi? Se scopriste che, bene o male, tutti mentiamo o nascondiamo qualcosa? Se tra le persone che vi stanno mentendo c’è anche la ragazza di cui siete innamorati? Vi fidereste ciecamente dell’app arrivando a diventare paranoici?
Ecco un romanzo che si legge d’un fiato e che di domande te ne lancia addosso un bel po’ (e a chi si è lamentato del finale: davvero avreste voluto ricevere dall’autore tutte le risposte? Non sarebbe stato inutile e banale?).

Le prime parole: “La nostra storia comincia con un ragazzo seduto sul letto, al buio, curvo sullo schermo di un telefonino.

Riccardo sta scrivendo…
Ha detto che forse viene anche la sua ragazza.

Anna sta scrivendo…
oddio speriamo di no

Anna sta scrivendo…
io lei non è che la sopporto molto”


I buoni propositi (ovvero: libri in lizza per la valigia delle vacanze)

Norwegian Blues, di Levi Henriksen
Iperborea, 384 pagine, 17,50 euro
Traduzione di Giovanna Paterniti

Perché c’è un discografico quarantenne di Oslo “deluso dai successi preconfezionati”. Perché già nella prima pagina ci sono i postumi dell’ennesima sbornia. Perché il discografico deluso trova in un luogo inaspettato tre voci nuove in cui credere: “un trio di fratelli ottuagenari che un tempo hanno fatto furore con le loro hit spirituali” e che poi si sono ritirati dalle scene all’improvviso. Perché il discografico deluso decide di riportarli alla ribalta.

Le prime parole: “La prima volta che vidi i fratelli Thorsen fu in chiesa a Kongvinger. Mi trovavo lì per fare da padrino a un battesimo, e raramente avevo avuto un peggior faccia a faccia con una domenica mattina. La sera prima era finita in un disastro totale”.


Umami,
di Laia Jufresa
Sur, 250 pagine, 16,50 euro
Traduzione di Giulia Zavagna

Perché è un esordio. Perché è ambientato a Città del Messico. Perché in un’estate caldissima si incrociano storie e destini di “una ragazzina che sogna di coltivare mais in cortile, un antropologo vedovo, una giovane pittrice che inventa colori, due musicisti, una mamma hippy e un papà contabile”. Perché è pieno di segreti e misteri. E poi perché la copertina è bellissima.

Le prime parole: “Una milpa, gli dissi. Salii sulla sedia della sala da pranzo e gli dissi: Una milpa vera e propria, di quelle tradizionali, con mais, fagioli e zucca, lì, accanto al tavolo da picnic. Facendo un grande cerchio con le mani, trionfale, proclamai: Come i nostri antenati! Guardammo tutti e tre oltre la porta scorrevole, verso il cortile dove c’è il tavolo da picnic. Una volta il tavolo si piegava e si poteva trasportare. Le due panchette laterali si infilavano sotto, come le zampe retrattili delle tartarughe, e il tutto si trasformava in una valigetta di alluminio. Ma ora non più”.

 

Swing Time, di Zadie Smith
Mondadori, 418 pagine, 22 euro
Traduzione di Silvia Pareschi

Perché ci sono due amiche per la vita, ma la vita le porterà altrove. Perché sembra una storia avvolgente, di quelle che non ti vogliono lasciare più. Perché è Zadie. Perché la copertina è gialla.

Le prime parole: “Era il primo giorno della mia umiliazione. Caricata su un aereo, rimandata in Inghilterra, sistemata con un affitto temporaneo a St John’s Wood. L’appartamento era all’ottavo piano, le finestre si affacciavano sullo stadio di cricket. Era stato scelto, credo, per via del portiere, che ostacolava qualunque indagine”.

Vuoi commentare? Scrivici.