Esiste la perfezione?

La riposta è nel romanzo di Daniela Mattalia: “La perfezione non è di questo mondo” (Feltrinelli). Di solito in questa rubrica sono gli autori a raccontare il proprio libro. Oggi, invece, parlano due fantasmi.

Da giornalista scientifica quale sono (lavoro a Panorama), pensavo che, prima o poi, avrei scritto un piccolo saggio sui mitocondri, un breve vademecum sui buchi neri, un instant book sui cumulonembi (nuvole che se la tirano un  po’).
Invece, sorprendendo me stessa, dai miei polpastrelli è uscito un romanzo: una commedia ambientata a Torino, con 4 personaggi, 2 fantasmi, uno strano tassista, un cane felicemente tonto.
Si chiama La perfezione non è di questo mondo, lo ha pubblicato Feltrinelli, e l’autrice sono io, Daniela Mattalia.

«Hai visto, parlano di noi».
«Dove? Chi parla di noi?».
«In questo libro. Lo sta leggendo mia figlia e io, invisibile, dietro le sue spalle magre, lo leggo insieme a lei. Davvero sai, questo romanzo racconta di noi».
«Che ne sanno loro, gli ancora vivi…»
«Eppure, guarda, qui dentro c’è tutto l’essenziale: gli andirivieni tra la nostra dimensione e il loro mondo, le loro chiacchiere, i loro sospiri. Il loro desiderio di parlarci, ancora una volta».
«E chi è che lo scrive? E poi, ripeto, come fa a sapere?».
«Una certa Daniela Mattalia, il libro si intitola La perfezione non è di questo mondo, lo pubblica la Feltrinelli. E nomina persino Giulietta ed Ernesto, pensa!».
«Giulietta, davvero? Così delicata… proprio un’apparizione elegante. Ma ci scommetto che è stato Ernesto, che se ne va a spasso alle Molinette a fare dello spirito, sarà  stato lui a spifferare di noi!».
«Lo sai com’è fatto Ernesto, lontano dai vivi non ci sa stare… Però in questo romanzo c’è molto altro sai? C’è un signore di 82 anni che ti fa innamorare, ci sono due giovani così carini, e pure un cane un po’ scemo, e un’adorabile zitella in pensione, e un taxista incredibile che…».
«Basta, basta, non raccontarmelo tutto! Stanotte sai che faccio? Entro nei sogni del mio Lele, e farò in modo che al mattino si svegli dicendo: “Devo proprio comprarmelo… non so perché ma sento che è così».
«Tu hai questa mania di entrare nei sogni di tuo marito… allora digli anche di adottare un cane, vedrai che compagnia gli farà…».
«Un cane… buona idea. Che qui ce n’è tanti… ci hai fatto caso? Corrono felici, poi a un tratto alzano il muso e si immobilizzano. Come se sentissero che sta arrivando qualcuno».

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