Dentro “L’ultimo angolo
di mondo finito”

«Siamo nel 2029. Internet è crollato da quasi quattro anni in Europa». Giovanni Agnoloni ci porta all’interno del suo nuovo romanzo.
L’ultimo angolo di mondo finito ((Galaad Edizioni) è l’atto conclusivo della serie cosiddetta “trilogia della fine di internet” – comprensiva di altri due romanzi, Sentieri di notte e La casa degli anonimi, oltre allo spin-off (e interludio tra questi primi due libri) Partita di anime.

Un particolare della copertina del romanzo "L'ultimo angolo di mondo finito" (Galaad Edizioni).Un particolare della copertina del romanzo "L'ultimo angolo di mondo finito" (Galaad Edizioni).

L’intera serie, e in particolare questo nuovo romanzo, può definirsi come una distopia avventurosa dalle tinte filosofiche, legata al tema di un ipotetico collasso di internet tra il 2025 e il 2029 e delle sue ripercussioni a livello sociale e psicologico. Non si tratta di fantascienza, benché ricorrano alcuni stilemi di questo genere. È piuttosto un modo di interrogarsi sull’estremo grado di dipendenza dalla Rete sviluppato da un numero sempre più grande di persone, e sull’espandersi di forme di controllo della libertà individuale realizzato attraverso la tecnologia (principalmente dronica e olografica). È, dunque, una forma “variata” di realismo, ma pur sempre tale, perché si tratta di fenomeni in buona parte già in atto nel mondo.

Questi i fatti de L’ultimo angolo di mondo finito (romanzo che, va sottolineato, si può agevolmente leggere anche senza conoscere i fatti dei libri precedenti della serie, che sono richiamati in modo tale da permettere al lettore di orientarsi). Siamo nel 2029. Internet è crollato da quasi quattro anni in Europa, e la crisi della comunicazione si è ormai estesa alla telefonia, mentre le principali città sono state gradualmente invase da ologrammi intelligenti, “cloni” immateriali capaci di orientare il comportamento delle persone. Negli Stati Uniti il sabotaggio della Rete ordito dal movimento degli Anonimi è fallito, e internet è rinato grazie a un progetto di copertura wireless mediante l’uso di droni.
Sospese tra questi due grandi poli di eventi, si svolgono le vicende di Kasper Van der Maart, spintosi fino a New York sulle tracce della scrittrice Kristine Klemens, scomparsa nel nulla, e di quattro affiliati degli Anonimi impegnati nella ricerca delle fonti di misteriosi segnali elettromagnetici, possibili sorgenti di una nuova Rete europea: Emanuela, che esplora la Bosnia, Aurelio, che attraversa il Portogallo, e i fratelli Ahmed e Amina, spersi nel Sud Italia. Le loro indagini porteranno alla luce sorprendenti verità nascoste, legate non solo al contesto politico e tecnologico generale, ma al loro passato. E aperte su un orizzonte di percezioni capace di connetterli tutti, creando un ponte di comunicazione con chi è già “al di là del confine”.

I capitoli sono suddivisi in quattro blocchi: quello “Ka” (relativo alle ricerche di Kasper Van der Maart), quello “Em” (relativo a Emanuela), quello “Au” (su Aurelio) e quello “A&A” (su Ahmed e Amina). Non solo si alternano tra loro, a creare un quadro vivace di eventi, ma anche con altri capitoli, scritti in corsivo e contrassegnati da lettere dalla A alla Z, che hanno per protagonisti altri personaggi della serie, impegnati in monologhi o dialoghi che – un po’ come nel coro delle tragedie greche – fanno da chiosa, e si direbbe quasi da “commento filosofico”, ai fatti narrati.

Il tema della crisi della Rete è, ancora una volta, fonte di uno spunto teso non solo all’analisi delle pericolosissime potenzialità di intrusione nella sfera privata delle persone, attuabili da ipotetiche multinazionali dell’informatica, ma anche all’elaborazione di contenuti interiori, attinenti alla vita dei personaggi. Una chiave molto importante, a questo proposito, è quella musicale: lo scrittore olandese Kasper Van der Maart cerca Kristine Klemens (una sorta di rivisitazione della Césarea Tinajero dei Detective selvaggi di Roberto Bolaño, o del Benno von Arcimboldi del suo capolavoro 2666), lungo l’arco di un viaggio attraverso non solo gli Stati Uniti, nel presente, ma anche l’Europa, nei due anni precedenti – ora rievocati nella sua memoria –, percorso dal fil rouge di una serie di indizi e coincidenze significative legate alla storia dei Beatles (che l’hanno portato, ad esempio, ad Amburgo, dove i Fab Four si erano formati musicalmente tra il 1960 e il 1962, e ora lo conducono negli Stati Uniti ripercorrendo l’itinerario di vita – e morte – di John Lennon). Inoltre, anche Aurelio Arnaldi, chitarrista e compositore, svolge la sua ricerca in Portogallo viaggiando a piedi con la sua chitarra, con cui compone ogni giorno solo cinque note, che vengono progressivamente delineando un articolato spartito e uno scenario interiore intrecciato con la sua indagine personale – quella che lo spinge, al di là della missione affidatagli dal leader degli anonimi G.A., sulle tracce di suo padre Giuseppe, che sospetta nascondersi dietro quelle misteriose iniziali.
Sempre una mancanza, dunque. Un’assenza. Come anche nel caso di Emanuela Berti, che a sua volta sospetta che G.A. possa essere l’unico grande amore della sua vita, John Myers, uno scienziato inglese scomparso nel nulla, non molto diversamente da Kristine Klemens. E infine ci sono i fratelli iracheni (ma marocchini “di adozione”) Amina e Ahmed, che, riunitisi dopo lunghi anni di lontananza, nel cuore della Puglia si ritrovano improvvisamente separati e messi davanti a dubbi che riguardano il loro rapporto e un doloroso mistero del passato.
Tutti questi personaggi sono soli, come del resto lo è l’umanità che fa da sfondo alle loro vicende: tanto sola che gli individui non sanno più comunicare tra loro, e si affidano passivamente a ologrammi che sono la loro esatta replica, degli “spin-doctor” virtuali capaci di orientarli nella vita, finendo però per asservirli completamente. I protagonisti, tuttavia, sono diversi, nella misura in cui fanno tesoro della solitudine per conoscere più in profondità se stessi. Il sogno di un amore (filiale, fraterno o sentimentale) li anima ininterrottamente, conducendoli ad andare oltre i limiti di un’epoca e di un mondo istupiditi da una tecnologia ipertrofica, che ha perso la scommessa del confronto con l’insostituibile dimensione della natura.
Il tessuto invisibile che lega tutte le vicende che li coinvolgono viene progressivamente rivelandosi loro attraverso l’interazione segreta con quei personaggi che li attendono sul o al di là del confine tra la vita e l’Oltre-vita, permettendo loro di cogliere con sempre maggior chiarezza la verità dei fatti e il rovente nucleo d’inganno che si nasconde dietro le missioni loro affidate: e, soprattutto, le intenzioni originarie e il fine ultimo di colui che li aveva scelti per uno scopo ben più alto.


Giovanni Agnoloni (Firenze, 1976) è scrittore, traduttore e blogger. È autore dei romanzi Sentieri di notte (Galaad Edizioni, 2012; pubblicato anche in spagnolo come Senderos de noche, El Barco Ebrio 2014, e in polacco come Ścieżki nocy, Serenissima 2016), Partita di anime (Galaad, 2014) e La casa degli anonimi (Galaad, 2014) e L’ultimo angolo di mondo finito (Galaad, 2017), che fanno parte della serie distopico-letteraria “della fine di internet”.
Ha inoltre pubblicato tre saggi imperniati sulle opere di J.R.R. Tolkien, ed è curatore di una raccolta internazionale di articoli sul tema.

Ospite di residenze letterarie, festival e conferenze in Europa e Stati Uniti, ha tradotto libri di Jorge Mario Bergoglio, Amir Valle, Peter Straub e Noble Smith, e saggi su J.R.R. Tolkien e Roberto Bolaño, ed è un esponente del movimento letterario connettivista.
Lavora con le lingue italiana, inglese, spagnola, francese e portoghese, e parla anche polacco. Conosce lo svedese a un livello elementare e studia chitarra classica.
Collabora con i blog La Poesia e lo Spirito, Lankenauta e Postpopuli.
Il suo sito è http://giovanniag.wordpress.com.

Principali pubblicazioni:

“L’ultimo angolo di mondo finito” (romanzo) (Galaad Edizioni, 2017)
“Ścieżki nocy” (versione polacca di “Sentieri di notte”) (Wydawnictwo Serenissima, 2016)
“La casa degli anonimi” (romanzo) (Galaad Edizioni, 2014)
“Senderos de noche” (versione spagnola di “Sentieri di notte”) (El Barco Ebrio, 2014)
“Partita di anime” (spin-off di “Sentieri di notte”: romanzo breve + racconto) (Galaad, 2014)
“Sentieri di notte” (romanzo) (Galaad, 2012)
“Tolkien e Bach. Dalla Terra di Mezzo all’energia dei fiori” (saggio) (Galaad, 2011)
“Tolkien. La Luce e l’Ombra” (raccolta di saggi di cui è curatore, traduttore e co-autore) (Senzapatria, 2011)
“Nuova letteratura fantasy” (saggio) (Sottovoce, 2010)
“Letteratura del fantastico. I giardini di Lorien” (saggio) (Spazio Tre, 2004)
Una selezione di sue poesie italiane, inglesi e spagnole è stata pubblicata sulla rivista poetica americana SpinDrifter nel 2005 (Vol. 2, N° 1, Primavera 2005).

Residenze letterarie e principali partecipazioni a conferenze:
– Conferenze sul suo romanzo “Sentieri di notte” nella sua versione polacca “Ścieżki nocy” presso l’Università di Varsavia, la “Uniwersytet Kardynała Stefana Wyszyńskiego w Warszawie” (sempre a Varsavia), l’Università di Łódź, l’Università di Breslavia e l’Università Jagellonica di Cracovia (Polonia, novembre 2016);
– Residenza presso il “Baltic Centre for Writers and Translators” (Visby, Svezia, giugno 2016);
– Residenza presso la “Slovene Writers’ Association” (Lubiana, Slovenia, marzo 2016);
– Partecipazione come ospite straniero al festival letterario “Odense Lyrik” (Odense, Danimarca, marzo 2016, col finanziamento della “Danish Arts Foundation”);
– Residenza presso la “Casa del Traductor” (Tarazona, Spagna, ottobre 2015) (col finanziamento del Comune di Tarazona);
– Residenza presso “Hald Hovedgaard” (Viborg, Danimarca, luglio-agosto 2015) (col finanziamento del “Danish Centre for Writers and Translators”);
– Residenza presso “Ada Lab” (Vicenza, luglio 2015)
– Residenza presso “Zvona i Nari”, (Ližnjan, Croazia, agosto 2014);
– Conferenze sulle sue ricerche tolkieniane presso la Penn State University, la Mount St. Mary’s University e il College of Charleston, negli Stati Uniti (aprile 2009) (su invito e con il supporto finanziario delle rispettive istituzioni)
– Partecipazione al convegno per la celebrazione del cinquantenario del Signore degli anelli di J.R.R. Tolkien, a Birmingham, Regno Unito (Aston University, agosto 2005).

Sito/blog personale: https://giovanniag.wordpress.com/

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