A Noto, guardando i libri volare

Francesca Scotti, autrice di “Ellissi” (Bompiani), ci porta con sé in viaggio a Noto, tra mandorli, mare e libri per ragazzi con il festival Volalibro. Ascoltiamo la sua voce viaggiante.

Noto ha i mandorli, la pietra lavica e il mare – anche se non si vede.

Neai per i siculi, Neeton per i greci e Neetum per i romani, il nome Noto fu scelto dagli arabi.

Noto ha conosciuto i romani e bizantini, i normanni e gli aragonesi, il terremoto nel 1689 e la ricostruzione. Noto ha fiori, chiese, monasteri, porte, santuari, ponti, palazzi nobiliari, siti archeologici, riserve naturali, libri antichi, biblioteche, registi che l’hanno amata e portata sullo schermo.

Noto ha un festival, Volalibro – Festival della cultura per ragazzi (che ha da poco concluso la sua nona edizione) al quale ho avuto il piacere di partecipare. Le strade delle Capitale del barocco, per un’intera settimana, sono attraversate da gruppi di studenti che, dal territorio, raggiungono la città e per assistere agli incontri e partecipare ai laboratori. Il programma è doppio (per gli studenti delle elementari e per quelli delle superiori) e crea una fitta rete di incontri, domande, scambi. È stato ellissi, mio romanzo, a farmi raggiungere Noto per la prima volta. Ed è stata anche la prima volta in cui mi sono confrontata con un nutrito pubblico di giovani lettrici e lettori delle scuole superiori: il pubblico meno scontato e affascinabile. Una vera prova, un esame di realtà sul senso e il fine dello scrivere oggi. In loro ho ritrovato la timidezza e il vigore dell’esporre le proprie idee davanti a tutti, difenderle; ho ritrovato la fatica di dar forma a qualcosa che non era mai stato pronunciato ad alta voce. A Volalibro ho scoperto un’attenzione per la lettura e la vita intorno ai libri che temevo stesse svanendo. Attenzione che il festival, in questi anni di lavoro, ha curato e alimentato proponendo i libri come connettori di esperienze, catalizzatori intorno a un tema, un’idea, come mondi da scoprire e abitare, portare con sè per un po’ o per sempre. Libri come talismani e come sguardi sul futuro possibile.

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