Il poeta dell’aria
sui tetti di Milano

Sabato 14 maggio, con i Ludosofici, Kaori Miyayama e Yocci, osserveremo la poesia dell’aria dall’alto.
È uno degli appuntamenti del festival A spasso con Sofia (per bambini e per adulti).

Che cosa accadrà esattamente sarà una sorpresa, anche per noi, come sempre avviene quando si è aerei.
Però possiamo anticiparvi che:
– camminando, ci sentiremo funamboli
– comporremo insieme un poema nell’aria
– l’evento non sarà immortalato da foto, ma dai disegni di Yocci

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– faremo un laboratorio (bambini e adulti, non ci sono schemi di età) sotto la guida di Kaori Miyayama, un’artista che conosce a fondo il senso segreto dell’aria.

E se dovesse piovere? Guarderemo le perle.

Noi Volatori le gocce di pioggia le chiamiamo perle perché occorre un corpuscolo per condensare il vapore acqueo e trasformarlo in goccia, un minuscolo frammento di pietra, di pianta, di fumo. Le molecole d’acqua si uniscono attorno al corpo estraneo un po’ come succede alle ostriche con i granelli di sabbia.
Le perle che vedi sospese sulla piazza sono grigio ferro: pioverà forte, il cornicione è già umido, tra poco il cielo sarà interamente coperto. Oggi voglio fare un volo alto, che mi porti fino alla nube e poi più su. E quindi, adesso, devo attendere.
Ogni goccia che scende a terra cade per conto suo, è una voce singola. La pioggia è un coro di gocce.

Da “Il poeta dell’aria“, pagg. 97-98.

Le nuvole, in fondo, sono come alberi. Gli alberi, in fondo, sono come nuvole.
Guardate quest’opera di Kaori intitolata “Le radici del cielo”.
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