Patrizio Zurru: leggete
Marie-Aude Murail

«Mi viene da consigliarlo a tutti i librai, al più alto numero di lettori, perché così come quel fascio di luce ha svegliato Matteo dalle faccende quotidiane, così anche i lettori abbiano la possibilità di riscoprire qualcosa che solitamente viene tenuto al buio».

La Vocazione di san Matteo di Caravaggio (particolare).La Vocazione di san Matteo di Caravaggio (particolare).

Mettiamo che una mattina ti svegli col sole che entra dalla portafinestra, con un bel sole, mica di quelli pallidi e tristi che ci sono d’autunno.

Mettiamo anche che questo sole ti accompagna tutto il giorno, mentre sei al computer a leggere inediti, preparare schede e dialogare in chat con gli autori.

Mettiamo che mentre parli con uno degli autori dell’Agenzia Stradescritte ti ricordi che ti ha portato tempo fa a Roma a visitare la chiesa di San Luigi dei Francesi, e li hai potuto vedere la Vocazione di San Matteo, una delle tre opere della Cappella Contarelli.

In questo turbine di informazioni mi torna in mente il fascio di luce, che è poi Gesù che illumina appunto l’apostolo contadenari. Gli altri guardano Gesù, Matteo è distratto e si coglie un attimo in cui è come se chiedesse agli altri e a San Pietro se si stessero rivolgendo a lui.

Ora, mettiamo che da qualche giorno è uscito per i tipi di Camelozampa questo titolo.

Ne avevo già parlato, di sfuggita tempo fa.

Ora sento di nuovo l’esigenza di proporlo, perché me lo ha indicato la figura di Matteo nel quadro di Caravaggio.

Cioè, non è che mi sia apparso Matteo per dirmi: parla di questo libro.

Solo che ci sono dei libri che a volte non si notano eppure meriterebbero più attenzione.

La storia di Gesù la conosciamo tutti, più o meno, e allora perché parlare di una figura di cui tutto è già stato detto e raccontato, nel bene e a volte anche nel male?

Perché l’autrice Marie-Aude Murail trova un espediente per rendere questa storia intrigante come un romanzo.

E lo fa mettendo tutto il racconto nella bocca di Pietro, dandogli un’umanità che può essere apprezzata dai credenti e dai non credenti.

L’autrice, già nota per lo stravendutissimo Oh Boy!, uscito anni fa per Giunti, non lascia giudizi morali, catechizzazioni e/o insegnamenti.

Ci racconta la vita, l’essenza umana di due personaggi, Gesù e appunto Pietro.

Mi viene da consigliarlo a tutti i librai, al più alto numero di lettori, perché così come quel fascio di luce ha svegliato Matteo dalle faccende quotidiane, così anche i lettori abbiano la possibilità di riscoprire qualcosa che solitamente viene tenuto al buio, in una saletta ad angolo, nascosto dalle pile dei libri delle majors: un libretto di una piccola casa editrice che con coraggio pubblica una delle autrici più vendute al mondo.

Patrizio Zurru

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