Blurandevù: giovani intervistatori per quattro autori

Da Mantova Francesca Scotti racconta Blurandevù, il laboratorio di interviste per ragazzi, che hanno incontrato quattro autori del Festivaletteratura: Kevin Brooks, Zerocalcare, Stefano Rodotà, Igiaba Scego.

blurandevù collage

Nel Palazzo Ducale di Mantova, reggia di Gonzaga, c’è un curioso appartamento che sembra stato ideato e costruito per ospitare un popolo di bambole. Stanzine, salottini, corridoietti, tutto in miniatura, tutto come in un giocattolo.
[…]
Qui, una volta, sostarono insieme un gruppo di ragazzi e uno scrittore.
Insieme immaginarono una storia di nani, ma anche di uomini e di giganti. La scrissero, la illustrarono con grandi disegni, come fanno i cantastorie.
Poi la portarono in corteo per le strade di Mantova, cantando e recitando accompagnati da un’orchestra di tamburi, di padelle e coperchi, di latte e di bidoni.

I nani di Mantova, Gianni Rodari

Blurandevù, Festivaletteratura 2015

Ingredienti

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12 ragazzi tra i 16 e i 22 anni (con mente svelta e molta curiosità)
3 persone più grandicelle, tra queste uno scrittore (io!)
4 autori da intervistare davanti a un pubblico numeroso (Kevin Brooks, Zerocalcare, Stefano Rodotà, Igiaba Scego)
1 palestra per dormire
3 spazi per studiare
1 cortile per parlare, correre, cantare
molti libri
ancora libri
e libri
carta bianca
lavagne pulite
dadi (non per brodo ma per immagini)
matite, pennarelli e gessetti senza lesinare

Non conoscevo molto di più di questa ricetta quando sono arrivata a Mantova il primo dei sette giorni che avrei trascorso con il gruppo di Blurandevù. Alcuni compiti mi erano però chari: creare una sigla video – per aprire e chiudere ogni appuntamento -, costruire e realizzare quattro interviste da offrire al pubblico serale di Piazza Leon Battista Alberti e, ovviamente, riuscire a lavorare tutti insieme, con le difficoltà oggettive e la meraviglia che questo comporta.
Tra Difficoltà e Meraviglia vi dico subito che ha prevalso Meraviglia. Anzi, Difficoltà è scivolata, istante dopo istante, nell’angolo più buio e polveroso dello spazio di Sant’Agnese dove, ogni mattina, ci incontravamo per inventare il lavoro.
Meraviglia, invece, è cresciuta, lievitata, arricchendosi di dettagli preziosi. Anche grazie alle intuizioni e alle competenze di tre “più grandicelli” come me – Alessandra CussiniLeonardo Nadali e Giuseppe Nicolini – fin dal primo giorno, accanto a Meraviglia abbiamo incontrato Scoperta: forse più discinta di Meraviglia, ma altrettanto coinvolgente e in grado di trascinare le parole e far germogliare le domande.

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L’autografo di Kevin Brooks per i ragazzi di Blurandevù

I ragazzi di Blurandevù hanno lavorato con tutti i colori delle lettere, hanno usato come lente i loro occhi e come penna le loro dita. Hanno scavato tra le righe dei libri, le hanno separate per riunirle in un lungo filo sul quale passeggiare sospesi nell’aria. Nessuno ha nascosto un’idea nel taschino: le hanno messe tutte sulla lavagna, a terra, nel piatto. (Perché a tavola non smettevamo mai di parlare e giocare tra una zucca fritta e un budino).
I ragazzi di Blurandevù sono diventati amici tra loro, si sono criticati e abbracciati, si sono trasformati in intervistatori rigorosi e intrattenitori allegri. Si sono fatti più piccini accanto ai grandi, ma solo per salire l’uno sulle spalle dell’altro e diventare Giganti, proprio come nella storia di Rodari.
I ragazzi di Blurandevù mi hanno ascoltata e, soprattutto, mi hanno tenuta per mano mentre insieme a loro sono tornata in quel luogo delicato e impervio che è l’adolescenza. A questo Festivaletteratura ero presente insieme al mio primo romanzo “Il cuore inesperto”. E non poteva esserci incontro più bello per me che quello con altri cuori inesperti. Ogni presentazione serale non ha avuto il solo il suo lieto fine, ma anche un inedito donato da ciascun ospite. Perchè inedito è il futuro di ciascun cuore, che sia tenero o severo, dolce o ripido, rosso palpitante o blu randevù!

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Va’ Capitan Bombardo
riporta a tutti quanti
che uniti pure i nani
diventano giganti.

E tutti, nani e no, fecero coro, là nella bella città di Mantova.
La favola è finita,
noi ce ne andiamo via,
di cuore salutiamo
tutta la compagnia.

I nani di Mantova, Gianni Rodari

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