Io immagino una foresta biblioteca

«Ci sarebbe la vigna Austen, il cipresso Foscolo, la salvia Szymborska». Oggi Anastasia, la nostra bibliotecaria-guida, ci fa incontrare Maria Rosa Panté, che ci racconta di una biblioteca scolastica in provincia di Vercelli e di un’idea sul futuro dei libri.

Foto: una foresta di libri.Foto di Scott Wylie.

Che fine faranno i libri?
di Maria Rosa Panté

L’istituto ha tre biblioteche e vari armadi, gonfi di libri, sparsi sui tre piani.
Ci sono libri da fare invidia a una biblioteca pubblica e questa è una biblioteca scolastica e la scuola è l’Istituto Superiore d’Adda di Varallo, provincia di Vercelli.
Io sono una docente, distaccata dall’insegnamento per problemi di salute (burn out perché insegnare è bello, ma può bruciare), tra le altre cose mi sono dedicata alla catalogazione dei volumi che da qualche tempo sono anche in rete a questo indirizzo: www.winiride.it/dbvercelli1/

Le tre biblioteche, provenendo dall’unione di indirizzi scolastici diversi, sono molto varie. Ci sono volumi di carattere tecnico, economico, giuridico, scientifico; testi di greco e latino, bellissimi volumi di storia dell’arte, collane preziose di classici; infine pubblicazioni di cultura locale e dedicate alla storia e all’arte del territorio.
Difettano un po’ le novità perché ci sono pochi soldi nella scuola e i libri sono le prime vittime.

Come bibliotecaria scolastica ho tentato alcune inziative, per esempio proporre alle persone di diventare azionisti della biblioteca acquistando libri. Alcuni lettori, alcuni genitori di studenti e alcuni amanti dell’Istituto ci hanno fatto dono dei libri più recenti.
Abbiamo anche fornito libri alle carceri e stiamo seguendo inziative per vendere i volumi doppi e tripli presenti nella biblioteca.

Perché i libri stanno divenendo troppi, molte persone donano i loro volumi, e questo è bello dimostra affetto per la propria biblioteca che si tenta di affidare a qualcuno come qualcosa di caro e di prezioso. I libri, dunque, paradossalmente sono troppi. Occupano spazio, troppo spazio, non ci sono gli armadi, cedono i pavimenti.

E poi ora avanzano gli e-book. Io sono favorevole agli e-book, sono favorevole a ogni iniziativa digitale perché ritengo che opporvisi sarebbe come se nel 1400 ci si fosse opposti a Gutenberg.
Anzi vi segnalo quest’altra inziativa di cui sono responsabile, insieme alla biblioteca, un sito di didattica online: www.campustralenuvole.it

Il punto è, però, che sarà dei libri? Dei libri della mia biblioteca scolastica, di ogni biblioteca scolastica, di tutte le biblioteche del mondo? E non parlo dei libri preziosi, questi probabilmente si salveranno, parlo dei libri paria, i volumi a basso costo, con le copertine che si rompono e il dorso rovinato perché per leggerli bisogna aprirli bene.

Che fine faranno? Io mi immagino una foresta biblioteca. Ogni libro dovrebbe essere seminato, diventare humus e far crescere alberi e arbusti e prati e frutti e fiori. Ci sarebbe la vigna Austen, il cipresso Foscolo, la salvia Szymborska, la quercia Dante e così via. Un bosco dove magari, potenza della immaginazione, al vento tra i rami risuonassero dei sussurri, quasi dei versi, quasi delle frasi: “e  ‘l naufragar“. In  una siffatta foresta di libri il naufragare sarebbe davvero dolce, magari avendo in tasca un e-reader. Alla fine importante è leggere, leggere, leggere. E far fiorire le biblioteche, anche quelle scolastiche.

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Consiglio di lettura:
La Divina Commedia a canti non tutta o di tanto in tanto e possibilmente a voce alta, come una musica. Poi eventualmente guardarsi le note e le spiegazioni. Nessun essere umano ha scritto qualcosa di così universale e noi abbiamo la fortuna di leggerlo in italiano.

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