I microviaggi estivi di una bibliotecaria in vacanza

Anastasia Guarinoni ci porta in giro (consiglio di lettura: “Racconti gotici“).

Unknown woman, formerly known as Mary Wollstonecraft Shelley, by Samuel John Stump (died 1863).Unknown woman, formerly known as Mary Wollstonecraft Shelley, by Samuel John Stump (died 1863).

Eccomi a metà delle meritate vacanze. Dopo una sana  ma soprattutto vorace  scorpacciata di libri sento il bisogno di muovermi. Vivendo nel cuore di una regione ad un tiro di treno da importanti città mi carico un piccolo zaino e mi sposto, rigorosamente in giornata, verso delle destinazioni  cariche di  arte e  di mostre.

La  prima tappa, nella settimana di ferragosto, è stata la città di Verona, amata meta d’arte ma conosciuta  da tutti per essere la città di Giulietta e del suo  complice balcone  che il  Grande Bardo  ha reso immortale (e affollatissimo, sic!).
Questi giorni Verona, a  Palazzo della Gran Guardia di faccia all’Arena,  sta rendendo omaggio ad un suo illustre figlio, Paolo Caliari, detto il Veronese, pregiatissimo pittore rinascimentale, con una mostra eccezionale  – “Paolo Veronese. L’illusione della realtà”– per  preziosità delle opere esposte, le  tele e i  disegni  provengono da tutto il mondo,  che  raccontano le tappe fondamentali dell’artista, dalla formazione locale  fino allo splendore veneziano. Magnificamente curata la si può visitare fino al 5 ottobre (qui).

È pure  l’occasione  per andare  alla scoperta dei luoghi cittadini legati alla figura del pittore, come le chiese di  San Giorgio e San Paolo, Sant’Anastasia,  costeggiando il sinuoso Adige che si presenta gonfio e corrucciato dopo giorni e giorni  di grandi piogge.

Il giorno di San Rocco invece  è una buona data  per una gita a Milano: chi non è mai stato a Milano a ferragosto si perde un’occasione unica:  le  larghe  strade senza traffico, i  rumori e i  languori da città umana.

La scelta è caduta su  Palazzo Reale che fino al 31 agosto ospita una mostra  dal titolo “Décollages e retro d’affiches  di Mimmo Rotella”, l’originale  artista calabrese  inventore della tecnica del  décollage  da lui portata alla massima espressione tecnica  nei favolosi anni ‘50 e ‘60 del secolo scorso.

Nel pomeriggio percorro gli ottantacinque metri  liberty  della Galleria (mi piace portarmi al centro e guardare all’insù verso il lucernario) e mi dirigo verso Brera e la sua Pinacoteca che accoglie noi poveri e impreparati umani con i suoi capolavori da “Sindrome di Stendhal”: ed è così che mi capita di sentirmi  di fronte alla Pietà di Bellini, alla Madonna  con Bambino e cherubini di Mantegna e alla Cena di Emmaus di Caravaggio.  Sono opere  che  fanno accelerare  il cuore  tanta è l’intensità che concentrano mentre rischio lo scatto dell’allarme nell’affondare  il naso il più vicino possibile alle tele.  E poi Tintoretto, Raffaello, Piero della Francesca, Lotto, Moretto, Romanino, Savoldo, Hayez,  e via scorrendo le reali  pagine di un pregiato tomo di storia dell’arte.

È finita la  giornata, malinconicamente mi preparo a rientrare rimuginando, mentre il treno accumula il cronico ritardo, la fortuna di vivere in luoghi con una  tale densità di  bellezza che forse… non ci meritiamo.

Suggerimento di lettura: “Racconti gotici“, Laura Caretti (a cura), Mondadori classici 1994, 2 volumi.

Perché il clima della nostra estate è in perfetta sintonia con queste pagine che si presentano, magiche, umide, cupe, infestate di fantasmi, disseminate di castelli misteriosi e foreste incantate.

Anastasia Guarinoni

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