Le biblioteche scolastiche: queste sconosciute

Continua la nostra conoscenza di realtà bibliotecarie diverse: parliamo di biblioteche scolastiche (queste sconosciute) con  Maria Teresa De Nardis, fondatrice del Coordinamento Nazionale Bibiliotecari Scolastici.

foto per biblioteche_scolasticheFoto di Zhao !.

Biblioteche scolastiche
Una riflessione 

di Maria Teresa De Nardis

Oggi più che mai occorre una riflessione sulla specificità della biblioteca scolastica. Essa è per definizione una biblioteca su misura. La sua esistenza accanto alle biblioteche pubbliche si giustifica perché è in grado di offrire un servizio costruito sulle esigenze dell’utente: esigenze di lettura, di studio, ma soprattutto formative, i piccoli lettori di libri illustrati della scuola materna crescono e imparano ad imparare, a cercare le loro letture, a documentarsi, fino  a sapersi orientare nella biblioteca digitale. Le biblioteche scolastiche formano il futuro utente di biblioteche pubbliche in modo che a poco a poco sia in grado di chiedere un servizio a misura delle  proprie esigenze.

Il docente bibliotecario è  il professionista  in grado di anticipare e indirizzare i bisogni dell’utente, sia esso il bambino in cerca della favola o il ragazzo che deve compilare la tesina per l’esame o il docente che deve integrare la lezione. È quindi, per sua stessa peculiarità, un esempio di personalizzazione del servizio: è la sua duttilità di insegnante e  documentalista a rendere  la biblioteca amichevole.

È pertanto una figura inscindibile dal concetto di biblioteca scolastica: non vi può essere biblioteca scolastica senza il bibliotecario scolastico.

Eppure entrambe sono entità disconosciute nella scuola italiana, al punto che non è mai stato fatto neanche un monitoraggio completo. I dati sul patrimonio delle biblioteche scolastiche, rilevati annualmente dal Ministero tramite un questionario rivolto ai dirigenti e non ai bibliotecari, vengono trascurati o enfatizzati a seconda dell’importanza che il compilatore attribuisce alla BS.
Di fatto succede che vengano pomposamente definiti “biblioteca” semplici armadi posti in corridoio o in sala insegnanti o un’aula più o meno deserta, oppure  che venga  drasticamente ridotta a un dato numerico – il numero di volumi inventariati – tutta l’attività di promozione della lettura e di educazione alla ricerca che ogni giorno si svolge in molte biblioteche.

Allo stesso modo viene indicata la qualifica del Bibliotecario, senza che si indaghi sulle sue competenze professionali, sul suo curriculum, sul modo di rapportarsi alla funzione che riveste.

Nemmeno ci si chiede quali siano le aspettative di insegnanti, dirigenti e studenti rispetto a questa figura.

Nel 1981 il Ministero della Pubblica Istruzione stimava circa 12 mila biblioteche scolastiche a fronte di 13 mila biblioteche pubbliche ripartite tra universitarie, statali, di ente locale.  Un numero considerevole e sicuramente la tipologia di biblioteca più diffusa in Italia; un patrimonio  disconosciuto, ignorato, dalle potenzialità trascurate.

Oggi, mentre è ben delineato – nella letteratura esistente – ciò che dovrebbero essere la biblioteca scolastica e il bibliotecario scolastico, nella realtà non si sa bene come e dove queste figure ipotetiche si realizzino  o come e dove si dovrebbe intervenire per realizzarle nella realtà.
Proprio per questo all’interno del Coordinamento Nazionale Bibliotecari Scolastici abbiamo pensato di operare un censimento artigianale di tutte le attività che si svolgono o prendono corpo a partire dalle biblioteche gestite dagli aderenti. Ne emerge un universo inesplorato e sconosciuto ai più.

Durante la raccolta del materiale, per me che ho sempre lavorato nelle Scuole Superiori è stato sorprendente scoprire le attività che si realizzano nella scuola materna:

  • la lettura ad alta voce
  • la drammatizzazione
  • il piccolo prestito con i genitori, realizzato solitamente prima dell’uscita da scuola
  • i percorsi interdisciplinari: Dalla fiaba al film d’animazione o Dalla fiaba alla musica (anche organizzando piccoli concerti)
  • oppure la “costruzione” di libri a partire da materiali “poveri”

Alle elementari e alle Medie inferiori le attività diventano più concettuali ma certo non meno coinvolgenti:

  • l’ora di biblioteca” in cui si inizia l’educazione alla ricerca
  • mostre mercato o mostre a tema, collegate a eventi o argomenti particolari
  • recensioni da parte degli alunni dei libri letti, spesso con premiazione delle migliori e dei lettori più attivi
  • cacce al tesoro e giochi di ricerca
  • preparazione per la partecipazione delle classi a iniziative nel territorio
  • visite guidate a biblioteche cittadine, librerie, musei, mostre del libro, ecc.
  • giornalino scolastico
  • cartellonistica per eventi
  • laboratori interculturali

Alle Superiori le attività si affinano, in linea con l’educazione alla ricerca oltre che alla lettura, così abbiamo :

  • percorsi ragionati di lettura, legati al curriculum o per eventi speciali
  • percorsi di grammatica della ricerca
  • incontri con gli autori, ma anche con artisti, sportivi, scienziati, a seconda delle tipologie di scuola
  • laboratori di scrittura creativa, canzoni e poesia
  • cineforum, spesso legati a percorsi di lettura a tema
  • percorsi multiculturali di lettura rivolti agli alunni stranieri per valorizzarne le lingue madri
  • stage in gestione della biblioteca, del catalogo informatico o dello spoglio di riviste, con acquisizione di crediti utili al percorso formativo
  • attività con disabili per l’avviamento al lavoro nel campo biblioteconomico
  • pomeriggi in biblioteca (“con the”) sia per gli studenti che per gli utenti “adulti”
  • apertura serale per studio e/o spettacoli, interviste, tavole rotonde
  • allestimento del sito della scuola e/o della biblioteca
  • reference diretto e remoto (“chiedi alla biblioteca”)
  • prestito interbibliotecario

In qualche caso gli studenti partecipano alla gestione diretta della biblioteca e intervengono nella politica degli acquisti.

Inoltre in molte biblioteche è stata avviata la misurazione della qualità del servizio, mediante l’inserimento nei Progetti qualità della scuola o semplicemente con questionari distribuiti all’utenza.

Ovviamente queste categorie non sono rigidamente divise per ordine di scuole ma si riscontrano ora nell’uno ora nell’altro, adattate all’età degli alunni e naturalmente affiancate dalle funzioni della biblioteca tradizionale. Sono attività che -come indicano le stesse linee guida- stimolano i ragazzi nel loro processo di socializzazione e nello sviluppo  della loro identità, rispondendo anche a bisogni socio-affettivi.

La nota importante è invece, che tutte queste attività si realizzano  solo quando si creano collaborazione e sinergia tra il docente bibliotecario, i docenti curriculari e la dirigenza. In mancanza di indicazioni ministeriali  atte a inserire la BS nei curricula, è la sensibilità, la passione per la lettura, l’attitudine alla ricerca sul campo da parte del personale della scuola, a indirizzare risorse  e interesse verso la biblioteca.

Infatti abbiamo registrato più volte che quando esse mancano, gli sforzi del bibliotecario cadono nel vuoto. Al contrario, quando si realizza la sinergia fra le varie componenti, la biblioteca diviene un valore aggiunto per la scuola e per la formazione dello studente.

Suggerimento di lettura: La maledizione di Ranganathan di Francesca Navoni, CIESSE Edizioni, 2014  
simpatico libro, illustrato dalla stessa autrice, dedicato ai ragazzi che vogliono fare la conoscenza della biblioteca.

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