I diari di Rubha Hunish: la nuova vita di un libro

Esce oggi per Feltrinelli Zoom la nuova edizione dei “Diari di Rubha Hunish” di Davide Sapienza. Una storia straordinaria: mentre la vita dei libri diventa sempre più breve, questo è un libro che sa viaggiare. Adesso è alla sua terza vita.

«Pulsa come la luce», foto inedita di Davide Sapienza pubblicata nella nuova edizione.«Pulsa come la luce», foto inedita di Davide Sapienza pubblicata nella nuova edizione.

I DIARI DI RUBHA HUNISH. 2004-2014 …

Oggi (finalmente) un mio libro, anzi il mio libro entra nel catalogo degli ebook italiani. Vi parrà poco? A me no. È qualcosa di epocale, se penso a quel giorno del 1984 quando strinsi per la prima volta tra le mani un libro che portava la mia firma (era la mia epoca rock). E ci entra dalla porta grande, grazie alla opportunità che Feltrinelli ZOOM vuole dare a I diari di Rubha Hunish. Brevi saggi sull’interruzione del pensiero in viaggio, che compie i suoi primi dieci anni. Quando uscì l’edizione BaldiniCastoldiDalai nel 2004, dicevo: “non è un libro di viaggio, è un libro che viaggia.” Partì così, ufficialmente, il mio cammino letterario, nell’editoria narrativa, dopo tanti libri rock. Poi nel 2011, Galaad Edizioni, lo ripubblicò: nuova edizione riveduta, ampliata, con inediti ad hoc, perché “un libro che viaggia”, è questo. (Pure Walt Whitman scrisse e riscrisse Foglie d’erba, ricordate? Lo scrittore certe cose le sente dentro come esigenze.) Ma c’era qualcosa ancora. Se il mio “lavoro capo”, doveva continuare a farsi conoscere e tracciare il suo cammino sempre imprevisto, mancava la parte digitale.

Su Ho Un Libro In Testa se ne è parlato approfonditamente e io dichiaro questo: l’ebook è un’ottima cosa e gli editori farebbero bene a darsi una mossa. Resto colpito dall’immobilismo soprattutto dei piccoli. L’opportunità è grande, non fate come i discografici quindici anni fa che erano contro il download digitale. È solo uno strumento in più. E ve lo dimostra questa edizione, dove abbiamo potuto inserire alcune decine di fotografie – quasi tutte inedite – e un lungo racconto che si è preso ben cinque dei miei anni recenti. E quando l’ho finito, mi son detto, ma tu dove puoi andare? Ecco dove va: nell’ebook. Si chiama, Il tempo della Terra.

Sono anche tornato a Rubha Hunish nel 2014. Che ne sapevo io dell’ebook? Ma il giorno dopo essere tornato, ho ricevuto la notizia da Fabio Di Pietro che dopo essere stato editor dei classici, adesso ha in mano una chance, questa sfida digitale, importante per l’editoria e noi scrittori. E pensare che a Rubha Hunish ero tornato perché a ottobre uscirà il mio nuovo libro (Lubrina Editore), che ha anche a che fare con questo viaggio e il taglio “Rubha Hunish”, il mio brevetto.

Se vi va, dunque, bon voyage.

Estratto da: Il tempo della Terra. (I diari di Rubha Hunish, Feltrinelli ZOOM, 2014)

I. L’implosione

(…) È proprio la ricreazione il tempo fondamentale. Nella ricreazione l’uomo può crearsi da capo, essere creatura senza tempo. In latino, “recreare” significa ristorare fisicamente e moralmente, ma l’origine sta nel verbo “creare”, ovvero “vivificare”. Dunque rianimare, infondere una seconda, una terza, una quarta, un’infinita vita. E in questo spazio dove ci si crea nuovamente, chi possiede questo lusso ha la più grande ricchezza materiale esistente, un bene più efficace e potente di qualsiasi teorema finanziario. Essere consapevoli del “recreare” significa sapere che l’essere si risveglia, si pone le giuste domande nelle dolci braccia della quiete, lasciando che istinti e visioni siano cullati dal morbido abbraccio onirico che rappresenta il passaggio da un’esistenza a un’altra. È dentro l’istante del “recreare” che noi siamo passato presente futuro e che dunque il nostro essere è senza tempo. In quell’istante siamo potenzialmente eterni. In questo essere potenzialmente eterni possiamo percepire il tempo della Terra, il passo ritmato dell’Universo che ha una certa cadenza e alla quale tutte le creature viventi, animali vegetali e minerali, sono collegate. Perciò nel “recreare” possiamo conoscere l’Ultratempo. 

A me piace pensare che al nostro genitore primitivo, lo spermatozoo denso e selvaggio dal quale discendiamo, accadde proprio questo; a quella creatura toccò in sorte di comprendere che scorrendo sulla superficie invisibile del tempo in virtù della comprensione che l’immaginazione è la più potente delle armi e la più temuta delle doti, perché conduce ad avere lo sguardo rivolto verso l’Ultratempo.

Le tre vite di un libro attraverso le copertine:
2014

Davide Sapienza - I diari di Rubha Hunish2011

I DIARI DI RUBHA HUNISH 2011 Galaad Edizioni2004

I diari di RH (medium)

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