Il caso Parodi e il mistero del pollo al sale

Tra i libri da «leggere e mangiare» non potevano mancare quelli di Benedetta Parodi. Così le gemelle Zanfini hanno sperimentato una ricetta. Con conseguente quesito filosofico: «Il pollo al sale esiste davvero?»

guscio d'uovo apertoFoto di m anima.

Polli sempre polli, fortissimamente polli

Due esperimenti culinari non riusciti ci fanno seriamente  dubitare dell’esistenza del pollo al sale. Ma andiamo per ordine. Non abbiamo pregiudizi su Benedetta Parodi e a volte, impegni di lavoro permettendo, ci è capitato di seguire le sue trasmissioni nelle quali, da donna multitasking, dispensa i suoi consigli culinari a chi ha poco tempo. Dall’onda del successo dei suoi  programmi  Benedetta  ha iniziato a sfornare, oltre a pizze e torte, una serie di fortunatissimi  libri di ricette. Dal primo di questi, abbiamo preso la ricetta del pollo al sale.

La foto del libro sembrava  invitante e  anche l’esecuzione pareva un gioco da ragazzi. In pratica basta prendere un pollo schiacciato da fare alla griglia. Circa 3 chili di sale grosso, una teglia e un forno.

Con circa un chilo di sale creare uno strato sul fondo della teglia, adagiarci il pollo tenendo girata verso l’alto la parte della pelle e coprire il tutto con il restante sale  ben compattato e leggermente inumidito. Mettere in forno a 200 gradi per due ore. Una volta sfornato liberare il volatile dalla crosta di sale e il gioco è fatto! Ci mettiamo all’opera e dopo due ore ci siamo dovute procurare una persona molto forte che armata di scalpello e martello ha rotto il sale che era diventato durissimo e davanti ai nostri occhi è apparso  un pollo che si era rinsecchito e attaccato al fondo della teglia. Staccarlo è stato come liberare un fossile dalla pietra e si è rotto tutto.  E voilà: cotto e bruciato!

Dove sta l’errore? Abbiamo chiesto consiglio a persone informate sui fatti che ci hanno detto che il sale deve essere perfettamente asciutto altrimenti  con il calore del  forno diventa duro come il marmo  e che due ore di cottura a 200 gradi sono troppe. Abbiamo consultato vari blog di cucina, nei quali il mitico pollo al sale veniva decantato come una  ricetta semplicissima, buona e dietetica in quanto non richiede grassi aggiunti.  Abbiamo fatto un secondo tentativo con 90 minuti di cottura e il sale asciutto. Non è stato necessario usare lo scalpello, il pollo si è staccato dalla teglia e non si è rinsecchito, ma  il risultato non è stato dei più entusiasmanti.

Premesso che, molto probabilmente, non  ci sarà una terza volta, ci sorge spontanea una domanda: chi scrive ricette del pollo al sale lo ha mai effettivamente cucinato e mangiato? Il pollo al sale esiste davvero? E se sì qualcuno dei nostri “piccoli lettori” ci può dare la ricetta giusta?

Nell’attesa  vi diamo noi la nostra ricetta, rapida e indolore,  per fare un pollo al forno senza grassi aggiunti.

Prendete un pollo schiacciato, salatelo,  pepatelo e avvolgete le punte delle ali con un po’ di alluminio da cucina, per evitare che si brucino.  Foderate una placca con la carta forno adagiateci il pollo con la pelle rivolta verso l’alto, infornate a 180 gradi in forno ventilato per un’ora/un’ ora e un quarto circa  (tutto dipende dalle dimensioni del pollo). A metà cottura  giratelo e lasciate cuocere per  15/20 minuti, in maniera che  si colori anche la parte senza pelle. Rigiratelo di nuovo e terminate la cottura.

Molto semplice, dietetico, gustoso, croccante  e senza teglie incrostate da dover pulire. Buon appetito e il sale conservatelo per quando nevica!

 

 

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