Ci aiutate a trovare un nome per la libreria?

La famosa libreria dove è nata Letti di Notte, la notte bianca dei lettori, deve cambiare sede. E anche nome. Aiutiamo Patrizio Zurru a trovare quello giusto. Potete scrivere e commentare in fondo.

Ebbene si, dopo solo un anno lasciamo il Corso Vittorio e ci carichiamo la libreria sulle spalle per trasportarla in Via Tola, con gioia. Nonostante tutte le iniziative e gli eventi creati abbiamo notato che qualcosa non andava: i conti.

E allora pronti, via!
Niente di male, tranne queste ultime giornate dove accadono cose tipo:
Libreria quasi vuota; scaffali smontati, scritta: CI STIAMO TRASFERENDO IN VIA TOLA

Cliente 1: Scusi, dov’è il reparto sull’Arte Sumera?
Cliente 2: Ma, ve ne state andando? Sono passato per un anno di fronte alle vostre vetrine e mi ripromettevo di entrare prima o poi…
Cliente 3: Riesce a farmi avere per domattina tutti i libri sulla guerra in Iraq del 2003?
Cliente 4: Furore, nuova edizione.
Cliente 5: avete libri per bambini che non vogliono libri?

Ora, per una volta voglio chiedere il vostro aiuto:
stiamo pensando di cambiare il nome. Cosa ne dite è una buona idea?
I nomi per ora proposti sono Officina Dei Libri, Piazza Dei Libri e Strade scritte.

La proposta lanciata su Twitter e Facebook vede a parimerito Piazza Dei Libri e Officina Dei Libri.

Naturalmente il simboletto sarà sempre lo stesso, il libraio fumante che fa il giocoliere coi libri, il BookJockey.

Mentre succede tutto questo ci contattano per gestire le vendite del Marina Caffè Noir.
E noi siccome non sappiamo dire di no accettiamo tanto per complicarci la vita. Ma lo facciamo con piacere visto che incontreremo il nostro amico Sandro Bonvissuto, autore di Dentro con Enaudi, uno dei migliori libri degli ultimi decenni.

E per non farci mancare niente partecipiamo anche all’allestimento della mostra #Invisibili al Ghetto degli Ebrei creata da Twitterattura, Palabnda e Consorzio Camù. Meno male che a questo evento ci hanno pensato Viviana Maxia e Alberta Zancudi perché altrimenti vi avrei chiesto di preparare un Coccodrillo per la nostra dipartita.

Quindi, riassumendo: ci sembra sempre più di assomigliare a una tartaruga che porta la sua casa sulle spalle o a una lumaca. Sarà per questo che la nuova libreria ha la scala a chiocciola?

P.S. Questo post è stato dettato dall’alto di una scala a mia moglie Daniela mentre smontavo ripiani.

13 commenti

    1. Perfettamente d’accordo con Chicca… inizialmente avevo pensato a Pagine strappate, ispirato dal meraviglioso vezzo del suo titolare di sottrarre alcuni fogli alle Strenne per poi regalarle ai clienti migliori, ma qualcuno mi ha detto che è un nome perdente… Piazza dei Libri è al contrario vincente, nel senso soprattutto di un’ideale linea di continuità con la sua vicenda professionale…

  1. Anche a me piace Piazza dei Libri, come dice Chicca per mantenere la continuità col primo nome e perché i numerosi eventi promossi da Patrizio hanno sempre reso la sua libreria una splendida “piazza” di incontro. Patrizio, la scala a chiocciola ora ti rende pericolosamente simile al Libraio di di Régis de Sà Moreira, se ti becco a bere tisane dopo ogni cliente minimo poi devi aprire la libreria 24 ore su 24 !!! (che bello sarebbe, però).

    1. Rosie, sai bene, niente tisane da me, sono un libraio tipo Antonio Torrecamonica. E diamo un taglio al passato, via Piazza, Officina va bene, da noi i libri si fanno pure, con Palabanda Edizioni

  2. Tifo per Piazza dei libri. Non solo per una parziale continuità ma anche perché il nome apre a un mondo di incontri con le pagine e con gli autori, secondo la filosofia di sempre. Un luogo per tutti, una piazza di scambio di idee partendo dalle scritture. In bocca al lupo. :)

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