Cosa c’è e cosa non c’è nel nuovo «Ho un libro in testa»

Intanto, si comincia da qui.

Foto di Wolfman–K.Foto di Wolfman–K.

Quando avrò finito di scrivere questo post, e avrò messo online la nuova versione di «Ho un libro in testa» – la sua nuova casa – so che dovrò immediatamente ricominciare a lavorarci – ancora prima di decidermi a dormire qualche ora.

Chicca e io abbiamo deciso di lavorare così. Tra scegliere di fare tutto a puntino e aspettare mesi oppure di nascere in fieri e migliorare un giorno dopo l’altro, non ci abbiamo pensato nemmeno un istante. A nessuno dei due piace perdere tempo, e non c’era ragione per aspettare. E poi: se ogni giorno c’è qualcosa di nuovo – e di bello – uno è più felice.

L’«Ho un libro in testa» che tenete tra le mani – davanti agli occhi – adesso domani sarà diverso. E il giorno dopo ancora, e ancora ovviamente il giorno dopo ancora, e così via. Del resto, dei tre anni di storia che ci siamo portati dietro ne abbiamo pubblicato un terzo – 364 articoli, gli altri 1089 arriveranno un po’ alla volta durante le prossime settimane, insieme a quelli nuovi.

Pubblicarli tutti insieme avrebbe richiesto almeno un altro mese di lavoro – e poi di mezzo ci sarebbe stato Natale, e di colpo sarebbe stato gennaio. Ne valeva la pena? No, non ne valeva la pena. Valeva molto più la pena partire, e rimediare alle mancanze e agli errori strada facendo.

Insieme a tutto il resto arriverà anche altro. Cose nuove scintillanti da mostrare – layout più precisi a seconda del tipo di articolo che state leggendo, nuovi modi per stare insieme tra di noi a parlare di libri – e cose sotto il cofano che quasi nessuno noterà, ma che servono moltissimo, così come servono le ossa e i muscoli.

Intanto, il nuovo sito serve a leggere. È fatto apposta per quello: per far sparire il design e lasciare solo le parole e le immagini.

Abbiamo tolto tutto quello che ci sembrava inutile: anche tutto quello che magari si è abituati in giro, e però non serve. Niente barre laterali, niente colonnine di destra, niente pulsanti inutili, niente scritte che distraggono, niente in fondo alla pagina, quasi niente in cima. A un certo punto, per dire, ho pensato che anche del menu avremmo potuto fare a meno, in qualche modo.

Abbiamo tenuto tutto quello che ci sembrava utile per leggere: le parole, le immagini, i legami tra i contenuti, i percorsi. Abbiamo cercato di rendere semplice procedere, continuare a leggere, smettere perché si è sazi, non perché ci si è persi.

E anche le cose nuove che «Ho un libro in testa» ancora non può fare ma che farà saranno cose utili per le persone che vengono qui a scoprire cose nuove e a parlarne, e a provare a stare bene. Non faremo niente «perché gli altri lo fanno», niente «perché così si è sempre fatto».

Intanto, si comincia da qui.

5 commenti

  1. Che forza questo nuovo concetto di sito senza fronzoli inutili.. mi piace proprio! praticamente niente link, niente barre con informazioni in più, niente ricerca, niente colori.. solo testo tutto di seguito con il menu in alto? web 3.0!

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