Pietro Bassi: vi racconto “Scritture creative”

Incontriamo l’editor che ha curato Scrivere una canzone e Scrivere la natura, due volumi della collana Scritture creative di Zanichelli, due libri speciali, non semplici manuali di scrittura (il 16 Luca Sofri li presenterà al Salone del Libro di Torino). Se chiedete a Pietro Bassi cos’è il lavoro di editor vi dice: il mestiere più […]

Incontriamo l’editor che ha curato Scrivere una canzone e Scrivere la natura, due volumi della collana Scritture creative di Zanichelli, due libri speciali, non semplici manuali di scrittura (il 16 Luca Sofri li presenterà al Salone del Libro di Torino). Se chiedete a Pietro Bassi cos’è il lavoro di editor vi dice: il mestiere più bello del mondo. Sentite perché.

LE PAROLE DELLA MUSICA E DEI LUPI
di Pietro Bassi

Un anno fa mi sono trovato a dividere le mie giornate (e le mie nottate) fra due libri e un essere umano.

Un libro si intitola Scrivere una canzone. Lo hanno scritto Alfredo Rapetti Mogol (in arte Cheope, autore dei testi di sessanta canzoni di Laura Pausini) e Giuseppe Anastasi (autore di molte canzoni di Arisa). Era il primo libro che scrivevano, ma nessuno se n’è accorto. Che tu, come editor, abbia a che fare con scrittori navigati o con professionisti al loro primo libro cambia poco. In entrambi i casi ciò che conta è arrivare a pubblicare un buon libro, cioè un libro che abbia in sé il rispetto totale per la figura più importante di tutte, nel lungo e a volte accidentato percorso editoriale che porta una creatura delicata come un libro alla pubblicazione: il lettore. I due autori questo rispetto l’hanno imparato non solo dalle loro rispettive vite, con storie diversissime fra loro e da un certo punto in poi unite da vera amicizia, ma anche dall’insegnamento prolungato al CET (Centro Europeo Toscolano), la scuola fondata e diretta da un autore di testi di canzoni che forse avrete avuto la ventura di sentire nominare: Mogol. La loro esperienza di insegnanti, prima di tutto, sta alla base anche dell’intera collana “Scritture creative”, che Zanichelli ha portato in Italia dalla Germania. Dall’editore Duden sono stati tradotti tre titoli, non a caso scritti da insegnanti universitari, ovvero Scrivere nella rete, Scrivere idee – Appunti e annotazioni e Scrivere giorno dopo giorno – il diario, tutti curati con passione e precisione da Carlotta Biancani. Gli altri due, di cui parlo qui, invece sono farina del nostro sacco.

L’altro libro è Scrivere la natura di Davide Sapienza (scrittore, giornalista e traduttore, fra gli altri, di Jack London) e Franco Michieli (geografo ed esploratore perché sì, anche se sembra incredibile, nel 2013 gli esploratori esistono ancora, per fortuna). Anche loro grandi e veri amici, nella vita privata e in quella professionale fatta di spedizioni, viaggi, progetti incredibili (non è incredibile prestarsi a un esperimento scientifico dove si è costretti a camminare per una settimana intera nella taiga norvegese senza mai dormire un minuto? O camminare in solitaria per 150 giorni, senza nessuno strumento tecnologico – nemmeno l’orologio! – per potersi orientare nelle foreste norvegesi? Anche questo fa Franco Michieli: mentre viaggia rigorosamente a piedi si orienta esclusivamente osservando la natura e se stesso).

Il mestiere dell’editor è il più bello del mondo. Quando poi proponi all’editore per il quale lavori un libro e il libro (Scrivere la natura) viene subito accettato, è una specie di miracolo. Così come miracoloso è stato riuscire a contenere in 160 pagine un argomento letterariamente sterminato come quello della natura, che coinvolge animali, alberi, paesaggi (visivi e sonori…), agenti atmosferici, fino al proprio francobollo di giardino, dove è ugualmente possibile osservare e narrare ciò che vi accade (Thoreau dedicò pagine meravigliose a una guerra cui assistette: era fra specie diverse di formiche). Ma Scrivere la natura, proprio come i tre titoli tradotti e adattati dal tedesco, non è solo un manuale di scrittura. La sua forza, ne sono convinto, sta proprio nella capacità di fornire più letture, perché è un libro che può essere inteso anche come un viaggio per lettori che non hanno nessuna intenzione di scrivere, ma sono profondamente interessanti ad attraversare un mondo che in fin dei conti è il (nostro) mondo. E come tutti i buoni libri… non finisce con l’ultima pagina, ma continua dentro ad altri libri, deflagrando attraverso la bibliografia finale.

Ma il mestiere dell’editor è il più bello del mondo anche per un altro motivo, fra decine di motivi che si potrebbero elencare (inutilmente): il rapporto profondo e speciale che si instaura tra te e gli autori. Scambiarsi libri e idee in modo più fitto del normale, discussioni spietate e costruttive, lunghi incontri e totalizzanti immersioni nel testo… Sono cose che dopo un po’ all’editor (sicuramente a me) mancano, così come al sub, dopo qualche giorno, manca immergersi nel mare e andare giù… giù… sempre più giù. Così all’inizio mi sono trovato ad avere a che fare con quattro autori. Alla fine mi sono ritrovato con quattro amici in più.

Dimenticavo: l’essere umano è mio figlio Ettore, nato in piena fase di editing e fin da subito piuttosto tollerante agli insensati impegni di mamma e papà. Le sue giornate, ora che sta per compiere un anno, proprio come allora sono fatte di musica e di natura (viviamo nei boschi dell’alto Appennino emiliano), ma più di tutto, nella sua cameretta non mancano i libri. Ora che ci penso potrebbe essere il sesto titolo della collana… “Scrivere con un bambino”. Una bella impresa… come sanno anche Davide, Franco, Alfredo e Giuseppe.

PS: naturalmente siete tutti invitati al Salone del libro di Torino, dove il 16 maggio, ore 15, tutte le persone citate in questo post (tranne Ettore…) saranno presenti a questo evento presentato da Luca Sofri.

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Pietro Bassi, nato nel 1979 a Bologna, vive nei boschi dell’alto Appennino emiliano.
Perito agrario, laureato in sociologia della letteratura con una tesi intitolata “Alberi e uomini in Mario Rigoni Stern”, è appassionato naturalista, musicofilo, filmologo, bibliomaniaco e attualmente lavora per Zanichelli editore come editor, webmaster e collaboratore dell’ufficio stampa.
Ama dire che è fatto di terra, alberi, animali e umane storie, ma più di tutte queste belle cose poterono i pressanti tempi di consegna…

 

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