Al Salone Internazionale del Libro di Torino: cosa succede davvero

Parte la nuova edizione del Salone Internazionale del Libro (10-14 maggio). Volete curiosare dietro le quinte? Seguite Elisabetta Migliavada, direttore della narrativa straniera della casa editrice Garzanti. Sì, perché tutto il mondo dell’editoria si sta preparando al grande appuntamento.

Foto di Fabio Rava.Foto di Fabio Rava.

«Il cielo su Torino sembra ridere…» canta una famosa band torinese. E che il gianduiotto sia con te, mi verrebbe da dire.

Perché la prossima settimana inizierà uno degli appuntamenti più importanti per l’editoria italiana, il Salone del libro di Torino. Si tiene al Lingotto, ci sono 1200 espositori presenti, 20 sale dove si tengono appuntamenti e presentazioni, e anche incontri didattici per bambini. C’è pure da qualche edizione uno spazio dedicato al mercato dei diritti (dove si incontrano agenti ed editori) che si sta ingrandendo anno dopo anno. È allo stesso tempo sia una grandissima libreria (perché ciascun editore nel proprio stand vende i libri) sia un enorme spazio eventi, perché qui nei giorni del salone tantissimi autori presentano i loro libri. E poi non ci sono solo editori, ma anche giornalisti e stand di radio e televisioni che intervistano gli scrittori in diretta.

Ma cosa fa un editor a Torino? Di solito corre.

Corre dallo stand del suo editore all’albergo dove i suoi autori fanno gli appuntamenti con i giornalisti, va a curiosare tra i vari stand, incontra colleghi delle altre case editrici ma soprattutto segue i suoi autori invitati a Torino se ne ha.

Ma possono succedere anche cose come queste…

1. Questo lo sapete già, ma rompere due paia di tacchi come minimo. Lo spazio espositivo è grandissimo ed è ancora tempo di stivali ahimè.

2. Misurare la febbre a un autore ipocondriaco che pretende di provarla ogni dieci minuti.

3. Rompere gli occhiali – spezzarli proprio in due! – dopo aver abbracciato con affetto un giornalista che non si vedeva da tempo (questo non è accaduto a me per fortuna!).

4. Andare a comprare una gelatiera che un altro autore vuole portare a casa alla moglie come regalo.

5. essere travolti da cinque classi di bambini a Torino per un evento a loro dedicato e finire nella presentazione condotta da un enorme pupazzo verde che ti accoglie dicendo: oh! ma ci sono anche i bimbi grandi, che gioia!

Sono sicura che anche quest’anno me ne capiteranno un po’ di tutti i colori, almeno quanti sono i colori di tutte le copertine che saranno esposte agli stand! Ho due sole speranze: una, che finalmente gli organizzatori abbiano pensato a mettere qualche panchina in più tra gli stand per assistere le povere anime che vagano tra una presentazione e l’altra. E che tanti, tanti di voi vengano a trovare i loro autori preferiti, a incontrarli e ad ascoltarli perché è un’occasione davvero unica!

(Elisabetta ci manderà il suo reportage da Torino, come ha fatto dalla fiera di Londra, da New York e da Francoforte)

Vuoi commentare? Scrivici.